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Il PAGELLONE della stagione – L’Attacco

Terminiamo l'analisi dettagliata dei vari reparti valutando singolarmente gli attaccanti. Un reparto che vale una trentina di reti, che paga la mancanza di bomber integri fisicamente, oltre che una produzione offensiva non sempre all'altezza.

Forte – 6  32 presenze e 6 reti per l’ex bomber da Lega Pro della Lucchese, più scampoli di partita che presenze da titolare, dà quasi sempre l’impressione di essere un attaccante con ottimi fondamentali tecnici, ma senza il necessario peso fisico e tattico negli ultimi venti metri.
Attraversa un buon periodo in inverno, quando sia Granoche che Gilardino non sono al meglio ed in coppia con Marilungo mostra comunque buona intesa.
Ha l’età e le qualità per esplodere in questa categoria, Mimmo Di Carlo lo avrebbe voluto in riva al golfo con un anno d’anticipo e molti addetti ai lavori lo reputano una certezza per gli anni a venire.
A costo, però, di mettere su peso, cattiveria agonistica e concretezza.
Il suo futuro potrebbe essere ancora in maglia bianca, con l‘Inter se ne parlerà serenamente.

Gilardino – 6,5  Il “regalo” di Volpi alla piazza si concede al gruppo di Gallo con un ritardo che si rivela forse decisivo, a campionato iniziato, senza un briciolo di preparazione fisica sulle gambe già fragili e prive di adeguata forza dopo le ultime due travagliate stagioni.
Vederlo in maglia bianca fa un bell’effetto, nella storia del club lui è l’attaccante più titolato di sempre.
Le sue qualità risaltano agli occhi quasi in ognuna delle 16 presenze che riesce affannosamente a mettere insieme in questa stagione: tecnica, generosità, altruismo, capacità di trovare l’essenziale e di disegnare parabole difficilissime per gol da palati fini: a Cittadella ed in casa contro la Pro Vercelli i suoi due capolavori, il canto di un cigno che in bacheca conserva un Mondiale ed una Coppa dei Campioni.
Il peccato è non averlo avuto a disposizione con maggiore continuità, continui intoppi fisici non gli consentono infatti di scendere in campo per due/tre partite di fila ed anzi, spesso deve fermarsi per alcune settimane; non prende quindi mai il ritmo, ma regala scampoli tecnici eccellenti quando chiamato in causa.
Nessuno, tanto meno lui, meritava l’epilogo del “Picco” contro il Parma, nonostante un calcio di rigore sbagliato malamente e l’ennesimo infortunio che lo relega fuori dal campo.
E’ ai saluti, poteva essere una storia più fortunata ma in fondo, per noi, è già stato bello cosi.

Granoche – 5  C’è poco da girarci intorno, stagione negativa per il diablo. 6 reti sono bottino magro per lo straniero che detiene il primato dei gol realizzati in serie B, per lui che con una certa regolarità ha lasciato un’impronta importante quasi dentro ogni stagione.
Forse un pò di nostalgia di casa, certamente una freschezza atletica latente dopo i tanti anni di carriera vissuti al massimo, fatto sta che questa stagione sposta la curva della sua carriera su una parabola discendente.
Potrebbe essere ai saluti.

Marilungo – 7  Raggiunge per un soffio la doppia cifra ed è una notizia, in una squadra che da un paio di stagioni fatica tremendamente ad andare in buca.
Doppia cifra che, per altro, non è nelle corde dell’attaccante ex Empoli, abituato più a frequentare le ali che a trovarsi con una certa costanza in area di rigore.
Gallo capisce che la sua imprevedibilità, i suoi uno contro uno e la voglia di tornare protagonista, dopo anni difficili anche in massima serie, possono rappresentare una manna per la sua squadra.
Guido lo ripaga, pur tra alti e bassi, con 10 gol in 39 presenze ed una ritrovata salute atletica dopo anni complessi a livello fisico.
Segna gol di rapina ed altri di buona fattura tecnica, sforna qualche assist, talvolta si intestardisce ma le sue serpentine nascondono spesso insidie per gli avversari negli ultimi 30 metri.
In poche parole, è l’unico ad accendere con continuità un po’ di luce sul fronte offensivo.
Sarebbe senz’altro una conferma gradita dal popolo bianco e da Fabio Gallo, se sarà ancora lui il tecnico aquilotto.

Mulattieri – S.V.  Tre presenze che profumano di tre esordi per l’ultima ciliegina della cantera aquilotta, e la gioia del primo gol tra i professionisti.
Gli occhi di molti club importanti addosso, è il prototipo dell’ attaccante moderno, di struttura ma rapido palla al piede, che sa agire lontano dall’area ma quando è il caso vede e “sente” la porta, come dimostrano anche i suoi numeri nel settore giovanile aquilotto.
In rampa di lancio per la prima squadra, difficile che venga sacrificato in qualche operazione importante di mercato.

Palladino – S.V.  A gennaio era arrivato col vento in poppa, tutti felici del suo arrivo, pur se qualche incognita di natura fisica gravava sugli entusiasmi generali.
Nessuno però si aspettava la miseria di 5 presenze messe insieme per altro a singhiozzo.
Ennesima parentesi sfortunata di questo club con i giocatori di qualità.

Soleri – S.V.  Il giovane attaccante scuola Roma trova pochissimo spazio ed è costretto ai margini trovandosi davanti, nelle gerarchie, Granoche e Forte; con l’arrivo di Gilardino diventa la quarta scelta e cosi, sia lui che la Roma, decidono che è meglio andare a giocare altrove, in terra spagnola.
E’ un ottimo prospetto, che ha bisogno di campo e di fiducia per costruirsi una sua identità tra i Prof.

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Patrizio Moretti
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Dennis Maggiani - © Riproduzione Riservata

Nato a La Spezia, laureato in Scienze giuridiche, Talent Scout ed istruttore qualificato di Scuola Calcio, ex Osservatore per le giovanili dello Spezia Calcio. Redattore di Analogico Redazione (rivista di critica cinematografica), dal 2015 redattore di Spezia Calcio News Quotidiano.

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