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Il Commento – Il miracolo di Fiorillo, lo spartiacque del match

Lo spartiacque del match è il miracolo di Fiorillo sul diagonale di Galabinov. Dal possibile 2-2, in 60” si passa al 1-3. Cade l’imbattibilità del Picco, ma la prestazione della squadra c’è stata eccome, giocando una sfida alla pari con la capolista.

Non poteva esser altro che la capolista ad infrangere il muro d’imbattibilità del Picco, al termine di una sfida bellissima, a tratti di grande calcio, giocata ad alti ritmi e senza mezze misure.
Anche perché ormai è un dato di fatto, lo Spezia quest’anno fa divertire e nel bene o nel male che sia, lo spettacolo è assicurato.

Ci si aspettava una partenza contratta, quella tipica dei match di cartello, e invece Spezia e Pescara si sono affrontati fin da subito a viso aperto, senza badare troppo all’equilibrio, spingendo immediatamente sull’acceleratore.
Meglio il Pescara, sicuramente più agguerrito, più prudente invece lo Spezia; in ogni caso, un avvio di gara scoppiettante.

Tralasciando qualche errore individuale di troppo (vedi l’ingenuità di Lamanna sul secondo gol), su cui c’è poco da discutere, lo Spezia può recriminare il fatto di aver concesso troppi spazi sulla trequarti, nella zona di campo tra centrocampo e difesa, ad un potenziale offensivo troppo rapido per i nostri standard.
I due reparti, specie nella prima mezzora, sono parsi slegati tra loro, con la mediana spesso troppo alta e scavalcata in fase di ripiegamento, anche perché costretta a rincorrere il risultato sin da subito.
E’ lì che la rapidità della tripla M, MarrasMancusoMonachello faceva male alla retroguardia spezzina, che alla velocità non è solita dare del tu.

C’è anche da dire che, “lo spartiacque del match“, definito così da Marino, è stato senza dubbio il miracolo di Fiorillo sul diagonale di Galabinov a inizio ripresa.
E’ stato quell’intervento a decidere il match, perché dal possibile 2-2, nel giro di 60” si è passati all’1-3, con un conseguente e inevitabile contraccolpo psicologico.

Nulla da dire comunque sulla prova dei ragazzi.
La squadra ha un’identità chiarissima, un’ideologia di gioco costruita in estate, rispettata e rafforzata in questi primi mesi di campionato.
Lo spirito mariniano è venuto a galla forse anche prima del previsto, per una squadra che concede maggiormente rispetto all’anno scorso, ma che è in grado di creare, in termini di occasioni da gol, molto di più.
Fa divertire, gioca a calcio, e ottiene risultati: gli ingredienti giusti per convincere il pubblico spezzino.

Ieri non si è portato a casa punti, ma gli applausi di fine gara dimostrano quanto la tifoseria si sia legata alla squadra, una pazza squadra, imprevedibile, puntualmente da over ogni week-end.
L’atmosfera vista ieri al Picco dà salute all’ambiente, che a detta di Marino “ha bisogno di questo entusiasmo”, per ripartire fin da subito a lavorare, con la testa già alla trasferta di Padova.

Al di là del risultato, condizionato ahimè forse troppo dagli episodi, cerchiamo di pensare positivo, perché la prestazione c’è stata e soprattutto perché ci resta un dato di fatto: in 8 giornate lo Spezia non si è dimostrato inferiore a nessuno, giocando alla pari contro tutti e su tutti i campi.
Considerando dunque che questa era la terza sfida ad una capolista, non va per niente male.
Salto di qualità sfumato? Ce ne faremo una ragione..

Foto
Patrizio Moretti
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Leonardo Stefanelli

Nato a La Spezia e Diplomato al Liceo Classico Lorenzo Costa, sta frequentando la facoltà di Lettere Moderne presso l'Università di Genova. Calciatore dilettante nella Forza e Coraggio, dal 2017 collabora come redattore di SpeziaCalcioNews.

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