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Il Commento – Il mal di trasferta persiste, ma forse qualcosa è cambiato

Lo Spezia fa ritorno dal Bentegodi col sacco vuoto, ma disputa una partita dignitosa, andando peraltro in vantaggio con Bidaoui. Il Verona poi la ribalterà, ma i bianchi giocano alla pari sul campo della capolista. Il mal di trasferta persiste, ma la squadra è in crescita.

Rispetto alle prime due trasferte, quello visto ieri al Bentegodi, è stato di certo un altro Spezia. 
La squadra di Marino ha sin da subito dimostrato di essere appieno in partita, di affrontare il match con il piglio giusto, approcciandosi alla sfida finalmente con l’atteggiamento che più gli compete.
Il vantaggio di Bidaoui poco dopo la mezzora non è di certo un caso, magari dopo il prezioso vantaggio si poteva fare meglio.
L’indiziato numero uno è l’estremo difensore aquilotto Manfredini, perché dopo il partitone di sabato scorso, decide questa volta in negativo l’esito della gara.
La sua respinta sui piedi di Matos poteva davvero essere evitata.

Anche in parità le aquile hanno però continuato, a testa bassa, a provare ad imporre il proprio gioco.
E non c’è dubbio che i bianchi, per alcuni tratti del match, si siano fatti anche apprezzare di più rispetto ai padroni di casa. 
Una partita da vera squadra insomma, perché di fronte ad un’avversaria sulla carta superiore, occorreva aiutarsi, lottare su tutti i palloni e rimanere compatti tra i reparti.
Questa superiorità infatti non si è percepita affatto, tant’è che le occasioni più significative sono state di parte aquilotta.
Okereke pareva seminare il panico ogni volta che riceveva palla in area, così come Crimi, in progressione palla al piede, pareva imprendibile.

Poi, a dieci dalla fine, è arrivata la doccia fredda, il gol che ha spento gli entusiasmi di una gara giocata testa a testa con la capolista.
Zaccagni insacca su assist di Matos, troppo libero su quella fascia, lasciata scoperta dall’incursione offensiva fuori tempo di Crivello.
Si pagano dunque a caro prezzo gli unici due errori del match, messi in risalto da avversari quotati che non ti hanno lasciato scampo.

Il risultato più giusto sarebbe stato il pareggio, ma come ben sappiamo, nel calcio gli episodi contano più di qualsiasi altro fattore.
Complimenti comunque a mister Marino, che si prende il rischio di schierare un 11 inedito proprio sul campo della prima della classe.
Il risultato è convincente, i 5/11 cambiati rispetto al Cittadella, dimostrano di meritarsi spazio.
Pensiamo ad esempio a Maggiore, che in regia al posto di Ricci, offre una prestazione di grande qualità.

Nonostante la sconfitta, la squadra pare comunque in crescita, non solo dal punto di vista atletico, ma anche sul piano dell’intesa di gioco e dell’affiatamento.
Rispetto a Venezia e Cremona, due trasferte giocate a ritmi bassi e senza particolari spunti, a Verona lo Spezia ha inserito personalità, quel fattore in più che ha permesso di giocarsela a viso aperto contro un’avversaria di assoluto livello.

Ad ogni modo, il mal di trasferta persiste, ma forse è stata individuata la via di uscita a questo cortocircuito, la tanto attesa cura che ci possa riportare a far punti fuori casa.
Nella prossima trasferta, guarda, caso, le aquile faranno tappa a Livorno. Considerando il trend positivo al Picchi, facciamo gli scongiuri, chissà che possa essere proprio quella la trasferta che ci permetta di uscire dal tunnel.
Ma verrà il tempo di pensare al Livorno: per il momento, testa alla bestia nera Carpi, prossima avversaria dello Spezia al Picco.

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Leonardo Stefanelli

Nato a La Spezia e Diplomato al Liceo Classico Lorenzo Costa, sta frequentando la facoltà di Lettere Moderne presso l'Università di Genova. Calciatore dilettante nella Forza e Coraggio, dal 2017 collabora come redattore di SpeziaCalcioNews.

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