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Focus – Di una squadra così abbiamo assoluto bisogno

Gli applausi finali testimoniano fiducia e convinzione da parte di un popolo bianco in parte ancora disilluso, in parte intimamente convinto di potersi trovare vicino ad un nuovo innamoramento.

Non è una sconfitta contro la capolista di questo inizio campionato che può scalfire umori e fiducia.
No, a maggior ragione dopo aver sfiorato una rimonta da grande squadra, con quel lampo di Galabinov scheggiatosi sulla punta esterna del piede destro di Fiorillo sull’1-2.
Ad un soffio da un pareggio che avrebbe lasciato aperta la strada ad ogni epilogo e che, certamente, avrebbe dato ai ragazzi di Marino ciò che fin li si erano meritati sul campo.

E’ vero, a tratti il Pescara è stato più solido, è stato dentro la partita sempre a testa alta, da grande squadra, ma mai lo Spezia ha abbassato la fronte e la guardia, pure dopo uno svantaggio arrivato nei primi minuti sugli sviluppi di un corner che ha inciso pesantemente sul disegno tattico della partita.

I bianchi non si sono mai persi, hanno prodotto corsa, intensità e lampi di bel calcio, palla a terra e triangolazioni che, se fossimo già una grande squadra, avremo trasformato in oro con l’arma di un cinismo ancora, purtroppo, latente
Perfino lo 0-2, arrivato al termine di una carambola terminata beffardamente sui piedi di Monachello che, a sua volta, sorprende Lamanna sul suo palo per un gol fuori dall’ordinario, non rallenta il ritmo e la necessità di giocare palla a terra da parte degli aquilotti.

I centimetri del calcio, dicevamo, hanno prodotto l’ennesimo appuntamento rinviato con il salto di qualità che, questa squadra, potrebbe avere in serbo se acquisisse maggiore cattiveria negli ultimi venti metri e se, in alcuni frangenti, accorciasse le distanze tra i reparti; qualunque centrale difensivo del mondo può andare in difficoltà, se non protetto adeguatamente dai propri centrocampisti.

Terzi e Giani non hanno fatto una partita insufficiente, ma in alcuni frangenti anche loro hanno sofferto la forza di un avversario che ha provato a metterli in difficoltà sugli spazi aperti, in velocità, per quello che è un pò il loro tallone d’Achille
Ecco, su questo Pasquale Marino dovrà lavorare e lo farà senz’altro con costrutto, ora che è chiara l’identità di questa squadra, il suo spirito, la voglia di sorprendere e di tenersi vicino un pubblico in parte ritrovato, che l’altra sera era uno spettacolo per gli occhi quasi come negli appuntamenti migliori.

Gli applausi finali, vanno nella direzione di un attestato di fiducia forte e convinto, un tesoro da coltivare per questi ragazzi che stanno riportando entusiasmo e passione nel cuore di un popolo in parte ancora disilluso, ma dall’altra intimamente convinto di potersi trovare vicino ad un nuovo innamoramento.
Come quando testa e cuore fanno un po’ a cazzotti di fronte a certi incontri, eppure senti uno strano brivido, qualcosa che cova sotto pelle.

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Patrizio Moretti
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Dennis Maggiani

Nato a La Spezia, laureato in Scienze giuridiche, Talent Scout ed istruttore qualificato di Scuola Calcio, ex Osservatore per le giovanili dello Spezia Calcio. Redattore di Analogico Redazione (rivista di critica cinematografica), dal 2015 redattore di Spezia Calcio News Quotidiano.

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