Il Commento – Nonostante un avvio da incubo, nemmeno il Venezia espugna il fortino

Prendendo il bicchiere mezzo pieno, potremmo dire che rialzare la testa e riordinare le idee visto l'andamento della gara e quella doccia fredda dopo soltanto pochi secondi, non era certo semplice.
<strong>Due protagonisti di ieri Granoche e Mastinu</strong> - <em>Foto Patrizio Moretti</em>

Due protagonisti di ieri Granoche e Mastinu - Foto Patrizio Moretti

E’ stato uno Spezia a due facce, confusionario e poco lucido nella prima frazione, brillante e determinato invece nella ripresa.
Di questa trasformazione in corso d’opera merito è certo di mister Gallo, che, consapevole dell’irriconoscibilità della sua squadra, cambia e anche tanto: al 37′ inserisce Forte al posto di Marilungo, mentre alla fine della prima frazione lascia negli spogliatoi Palladino per giocarsi la carta Mastinu.
Due cambi in 45 minuti, la scossa arrivata dalla panchina che avrà i suoi frutti nella ripresa.

Gallo l’ha definito “Il peggior primo tempo dell’anno”, tant’è che dopo 25 minuti era passato al 4-4-2 con Maggiore e Bolzoni in mezzo, Mora largo a destra e Palladino prima e Marilungo poi larghi a sinistra.
Nonostante il black-out iniziale, il poco gioco e la poca coesione tra i reparti della prima frazione, dai piedi di Palladino passava una palla-gol colossale, sparata da due passi dalla porta in Curva Ferrovia.

Il ritorno in campo col 4-3-1-2 con Mastinu alle spalle del duo ForteGranoche, invece è tutta un’altra storia: le aquile iniziano a macinar gioco e chiudere nella propria trequarti i lagunari, il più attivo è sicuramente il trequartista sardo che col suo mancino calcia in maniera divina: che peccato per il palo dai 30 metri..
Il gol del pari firmato Granoche deve far ben sperare in un ritorno all’inferno del diablo, perché lo Spezia ha bisogno di lui e soprattutto dei gol da parte dei suoi attaccanti, ancora troppo pochi: i nomi non bastano più, ora servono i numeri.

Ripensando all’andamento della gara, un po’ di rammarico deve esserci, perché la vittoria era nettamente a portata di mano, soprattutto se considerate le occasioni create; ad ogni modo, c’è da essere soddisfatti dell’evidente reazione della squadra col rientro dagli spogliatoi.
Mister Gallo, già turbato nel primo tempo  dall’acceso diverbio tenuto con Marilungo al momento della sostituzione, deve essersi fatto sentire ben bene, perché in effetti, la squadra vista nella prima frazione non era il solito Spezia: errori tecnici, palle perse in uscita (come in occasione del gol), lenti e fermi in fase di costruzione.
La frizzantezza e imprevedibilità tra le linee di Mastinu, in questo senso, si è verificata decisiva.

Prendendo dunque il bicchiere mezzo pieno, potremmo dire che rialzare la testa e riordinare le idee visto l’andamento della gara e quella doccia fredda dopo soltanto pochi secondi, non era certo semplice.
Vincere e mettersi sotto in classifica proprio l’ottimo collettivo di Pippo Inzaghi sarebbe però stato bellissimo: rimaniamo lì dunque, nel limbo, coi fari puntati sulle prime 8 posizioni, pronti a fare l’ingresso nella nostra comfort zone, perché la zona play-off, considerando il valore della squadra, è quello che più ci spetta.

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