Il PAGELLONE del girone d’andata – L’ATTACCO

Proseguiamo con il bilancio della prima parte della stagione della squadra aquilotta, andando ad analizzare uno per uno la batteria di punteros a disposizione del tecnico spezzino.
<strong>Forte e Granoche durante il match casalingo contro l'Avellino</strong> - <em>Foto Patrizio Moretti</em>

Forte e Granoche durante il match casalingo contro l'Avellino - Foto Patrizio Moretti

ATTACCO

MARILUNGO – 7  Mimmo Di Carlo aveva insistito con l’allora D.S. Pietro Fusco per portarlo qui una stagione fa, per poco non se ne fece nulla, dato che l’attaccante di Montegranaro preferì all’ultimo instante restare in serie A. E’ attaccante rapido, in grado di giocare da esterno o da seconda punta, e pur non avendo realizzato tanti gol in carriera, nella media realizzativa di questa stagione è davanti ai suoi compagni di reparto: sono 4 i gol messi a segno dall’attaccante ex Empoli in 18 presenze. Un ottimo impatto con l’ambiente. Nello stretto trova il dialogo quasi ad occhi chiusi con la catena di sinistra aquilotta della quale spesso funge da punto di riferimento più avanzato, uno sbocco naturale che lui poi tenta  di trasformare in uno contro uno per creare superiorità numerica. Dà la sensazione di poter arrivare sovente in zona pericolosa, se solo non si perdesse, a volte, in qualche movimento macchinoso di troppo. Fabio Gallo potrà contare su di lui dall’inizio o a partita in corso, avendo chiaro in mente che il rendimento non muta a seconda delle due opzioni scelte di volta in volta.

GRANOCHE – 6,5  Quasi 1500 minuti messi assieme in campionato per il diablo, con 4 gol all’attivo. Anche per lui, come per Forte ed un pò tutto l’attacco aquilotto, il piatto piange in termini realizzativi. Lui però resta un trascinatore, un lottatore, uno che se imbrocca il periodo giusto trova il gol con regolarità, che gioca “sporco” per la squadra, di spada, e soprattutto si integra perfettamente con qualunque attaccante presente in rosa. La sua personalità è oro colato per questa squadra, ed i 34 anni che recita la carta d’identità sembrano non pesare nel fisico e nella testa dell’attaccante uruguayano. In serie B può girare ogni campo a testa alta, è uno di quegli attaccanti che piace un po a tutti i tifosi, un po a tutti gli allenatori. Non resta che cercare di andare in doppia cifra come spesso gli è accaduto in carriera in piazze diverse, ripetere altre corse decise e diaboliche sotto la Ferrovia.

GILARDINO – 6,5  Per l’ex campione del Mondo l’impatto con la serie B è buono. Inizialmente soffre e non trova il campo, vittima di una condizione atletica lontana dall’essere sufficiente, che non gli permette di guadagnare minuti e forza nelle gambe. Il lavoro dello staff tecnico di Fabio Gallo è certosino, e permettono al Gila di affrontare una serie di partite in cui lascia intravedere un calcio di un’altra categoria in fase di possesso palla. Non riesce però a dare continuità alle sue presenze in campo, causa affaticamenti e risentimenti muscolari. Appena accelera, deve fermarsi. Nelle ultime uscite Gallo decide di non rischiarlo, per presentarlo lucido alla ripartenza del campionato. Se troverà una condizione accettabile, se mostrerà l’umiltà e la voglia fin qui dimostrate anche negli allenamenti, allora potremo divertirci in primavera. 35 anni potrebbero non essere un grosso ostacolo per uno con le sue caratteristiche, che “sente” il gol e vede la porta come forse nessuno in questo campionato.

<strong>Alberto Gilardino</strong> - <em>Foto Patrizio Moretti</em>

Alberto Gilardino - Foto Patrizio Moretti

FORTE – 6  Anche nel suo caso, Mimmo Di Carlo lo voleva in maglia bianca già nello scorso mercato di gennaio, quando poi prese la strada per Perugia; se lo ritrova Fabio Gallo qualche mese più tardi. Il classe 1993 prodotto del vivaio dell’Inter fa sfracelli in Lega Pro da un paio d’anni, ed il passo solitamente è breve tra le due categorie: spesso, infatti, chi segna tanto in Lega Pro la mette in buca anche in B. Trova il campo con continuità, racimola circa 800 minuti di gioco ma solo 3 gol, un po pochi per chi deve esplodere o, quantomeno, iniziare a prendere di petto la categoria. Riuscisse ad acquistare dell’altra massa muscolare potrebbe fare maggiormente la voce grossa in area di rigore e non solo, perchè per il resto possiede tecnica e movimenti da punta “di mestiere”, con fondamentali importanti per questo ruolo. L’Inter ancora lo monitora, si informa, lo guarda e non lo lascia andare, per lui è il momento di accelerare se non vuole perdere il treno con il calcio che conta.

OKEREKE E SOLERI – S.V.  Il giovane attaccante nigeriano si è perso dopo i buoni propositi mostrati nelle prime stagioni con i grandi. La partita di Udine, in coppa Italia all’inizio della stagione scorsa, resta il ricordo più bello ma lascia al contempo l’amaro in bocca per quello che credevamo d’aver intuito, ma finora non è mai stato.
L’attaccante scuola Roma, invece, ha collezionato pochi scampoli di partita, dopo i tanti gol in Primavera con la maglia giallorossa. Il parco attaccanti dello Spezia è ben rifornito, solo se dimostri qualcosa di eccezionale puoi scalare le gerarchie. E’ un attaccante che si farà, probabilmente, ma per crescere ha bisogno assolutamente di giocare e lo farà con ogni probabilità lontano da qui.

<strong>Francesco Forte</strong> - <em>Foto Patrizio Moretti</em>

Francesco Forte - Foto Patrizio Moretti

Dennis Maggiani - © Riproduzione Riservata
dennis.maggiani@speziacalcionews.it


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