Il giorno dopo – Più di questo ora non siamo, ma basterà

Troppa sterilità in zona offensiva ci tarpa le ali, singoli errori nella retroguardia ci puniscono oltre modo, e di fronte a questa somma di fattori non si scappa. Non si può reclamare oltre. Siamo questi, in attesa di veder sbocciare qualche talento della nostra rosa..
<strong>Pablo Granoche</strong> - <em>Foto Ezio Tassone</em>

Pablo Granoche - Foto Ezio Tassone

Dopo le gioie casalinghe, le amarezze esterne.
L’altalena in casa Spezia prosegue anche dopo Cesena, solo che il tonfo questa volta fa più male.
C’è delusione per non aver preso punti contro un avversario apparso nettamente in difficoltà, che aveva poco dello spirito del neo tecnico Castori, quanto meno prima del gol vittoria di Schiavone.

Il peccato è tutto qui.
La prima mezzora ha illuso forse un po’ tutti, pareva esserci la necessaria concentrazione e la fondamentale determinazione per riuscire a portar via punti pesanti.
Perché ogni punto è pesante, in questa categoria, ed ogni momento di difficoltà degli avversari va saputo sfruttare, se si coltivano delle minime ambizioni.

Però è vero, ci torna poi in mente che l’obiettivo di questa squadra è la salvezza, e naturalmente ci si consola. Non a caldo, però.
Tutti auspichiamo di essere “la sorpresa”, la “mina vagante”, alla stregua di una di quelle formazioni che negli anni scorsi partivano con l’obiettivo di salvarsi salvo poi ritrovarsi a primeggiare, prendendo fiducia e punti pesanti partita dopo partita, con continuità.

Troppa sterilità in zona offensiva ci tarpa le ali, singoli errori nella retroguardia ci puniscono oltre modo, e di fronte a questa somma di fattori non si scappa.
Non si può reclamare oltre, non ci si può neanche “mangiare” le mani.
Siamo questi, in attesa di veder sbocciare qualche talento della nostra rosa, di sbocciare nel vero senso della parola. Guardiamo a Pessina e a Maggiore, e pensiamo, solo per fare un esempio, al Sensi del Cesena, o al Bessa del Verona, centrocampisti in età verde che sono stati attori protagonisti, nel recente passato, di un salto di qualità importante delle loro squadre.

Fabio Gallo punta su di loro con continuità, crede nelle loro indubbie qualità, e come tutti noi auspica che almeno uno di essi riesca presto ad accendere il fuoco, in un centrocampo povero di personalità, di gol e di carisma, vittima di acciacchi fisici in alcuni dei suoi componenti di maggiore esperienza, vedi Juande e Giorgi. Acciacchi che erano da mettere nel conto.

Sulla carta, il nostro reparto offensivo non avrebbe nulla da invidiare a molte compagini di questo campionato, a ragion veduta dopo l’arrivo di Alberto Gilardino.
E’ allarmante però la sterilità realizzativa di questa squadra, la difficoltà nel creare azioni da gol, di mettere le punte in condizione di far male.
E non si scappa, tutto parte da dietro, ogni squadra è una catena, perfetta o imperfetta.

I margini di miglioramento restano evidenti, ed i 10 punti messi fin qui in cascina sono oro colato, dati i nostri problemi.
Al mister spetta il compito di inventarsi qualcosa, contando su un buon organico e stando attento a non privare la mediana di una fisicità imprescindibile.
Riportare per esempio Vignali nel suo ruolo, a maggior ragione con questa coperta corta, probabilmente servirebbe come il pane.

Dennis Maggiani - © Riproduzione Riservata
dennis.maggiani@speziacalcionews.it

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