Il Commento – La nostalgia di casa continua a sentirsi, svolta in trasferta rimandata

Allo Zini le aquile cercavano il grande salto di qualità per iniziare davvero a spiccare il volo e prendere una boccata d'aria dalle zone bollenti della graduatoria. Il gol di Paulinho, lascia di stucco uno Spezia che tutto sommato era in controllo del match.
<strong>Manfredini in presa alta</strong> - <em>Foto Ezio Tassone</em>

Manfredini in presa alta - Foto Ezio Tassone

Nella cupa e fredda giornata di Cremona le aquile escono sconfitte dallo Zini, anche se il pareggio sarebbe stato, senza dubbio, il risultato più giusto.
Si capiva da subito che sarebbe stata giornata poco fortunata fin da quando nella prima frazione di gara il bel tiro di Maggiore si stampava sulla traversa a portiere battuto.
In più nel finale, un insufficiente e confuso Piscopo, oltre a non ravvisare un rigore per parte, addirittura nega il gol del pari a Capelli allo scadere per presunto fuorigioco; non ci siamo…

Peccato perché, chissà come mai ma dalla trasferta di Cremona ci si aspettava di più (forse troppo dato il blasone dell’avversaria), perché finalmente la squadra aveva trovato la tanto attesa continuità e i risultati utili consecutivi ammontavano a 6, quindi sembrava essere giunto il momento opportuno di sfatare quella che ormai sta divenendo per Gallo una vera ossessione: la vittoria in trasferta.

Allo Zini le aquile cercavano il grande salto di qualità per iniziare davvero a spiccare il volo e prendere una boccata d’aria dalle zone bollenti della graduatoria.
Una vittoria ieri, su un campo così ostico come quello di Cremona, avrebbe sicuramente indirizzato la squadra verso quella famigerata svolta, non solo in termini di punti, ma anche a livello emotivo e morale.
Ma si sa, il calcio è prevalentemente fatto di episodi, così Paulinho, sceso in campo da poco, fulmina in semirovesciata Manfredini, costringendoci a tornare a casa col bottino vuoto, senza neanche un punto.

Come affermato alla vigilia, Gallo conferma l’11 che 7 giorni fa surclassava il Pescara al Picco: dunque ancora panchina per Terzi e fiducia rinnovata alla coppia GianiCapelli, a centrocampo riconfermato Maggiore (autore peraltro di un’ottima prestazione), mentre in attacco largo ancora al duo GranocheForte, assistiti alle spalle da Mastinu, che resiste alla concorrenza di Ammari.

In un partita equilibrata, combattuta e priva di grandi giocate di qualità (anche se con buone occasioni da una parte e dall’altra) soltanto il guizzo del fuoriclasse l’avrebbe potuta sbloccare: così il lampo quasi improvviso di Paulinho, lascia di stucco uno Spezia che tutto sommato era in controllo del match.

Messa mano alla panchina, Gallo, per la prima volta in stagione passa al doppio trequartista, lanciando in campo Ammari e Gilardino al posto di Forte e Granoche, ridisegnando i suoi con un inconsueto 4-3-2-1.
Il tradizionale albero di Natale però è soltanto momentaneo poiché rendendosi conto che la vittoria era davvero a portata di mano, fa ritorno al 4-3-1-2 con Gilardino e Marilungo (subentrato a Mastinu) a tentare il tutto per tutto.

L’ennesima battuta a vuoto in trasferta non dovrà demotivare i ragazzi di mister Gallo che Venerdì, in uno dei 4 anticipi della 18° giornata, avranno modo subito di rifarsi contro il Foggia proprio al Picco, finora vero dodicesimo uomo di una squadra che evidentemente soffre la lontananza dal proprio campo e che vola sulle ali dell’entusiasmo quando sente il calore e la vicinanza del proprio pubblico.
Sarà uno scontro salvezza delicatissimo da non sbagliare, poiché, guardando al momento la classifica, vincere diviene nuovamente quasi un obbligo, sperando di mettere ancora più in crisi la panchina dell’ex Giovannino Stroppa.

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